Podere La Torre

Il golden retriever

Un cane da riporto che vuole stare con voi.

Chi ne ha avuto uno di solito non riesce più a immaginare la casa senza. Qui vi raccontiamo da dove viene e com'è fatto, e anche le cose meno comode: meglio saperle adesso che con il cucciolo già in macchina.

Da dove viene

Scozia, metà Ottocento.

La sua storia comincia in una tenuta delle Highlands scozzesi, Guisachan, tra laghi e brughiere. Il proprietario, Lord Tweedmouth, andava a caccia e voleva un cane che gli riportasse la selvaggina dall'acqua gelata senza rovinarla. Nel 1868 fece accoppiare Nous, un retriever dal pelo giallo, con Belle, una cagna da acqua della valle del Tweed. Da quei cuccioli, e da quelli che vennero dopo, è nato il golden retriever.

Di quel lavoro gli è rimasto quasi tutto. La bocca morbida, che tiene le cose senza stringerle. La testa sempre attenta a capire cosa volete da lui. E una passione per l'acqua che nessuno è mai riuscito a togliergli.

Da noi le anatre ci sono, ma quelle si guardano e basta. Così le nostre riportano quello che trovano: una ciabatta, un pupazzo, il calzino che cercavate da giorni. Yago, il papà dell'ultima cucciolata, il suo pupazzo non lo molla mai.

Il riconoscimento ufficiale è arrivato all'inizio del Novecento, in Inghilterra. Oggi il golden retriever sta nel gruppo 8 della FCI, quello dei cani da riporto, e lo standard della razza lo trovate sul sito della FCI.

Rosita, golden retriever, con la bandana

Il carattere

Affettuoso con tutti, anche con chi non conosce.

Se dovessimo dirlo in una frase: il golden retriever vuole stare dove state voi. Se siete in cucina è in cucina, se siete in bagno è davanti alla porta, e se vi sedete sul divano ve lo ritrovate addosso. Rosita è così: finché non l'hai accarezzata, non si sposta.

Con chi non conosce fa lo stesso. Saluta il postino, l'idraulico e chiunque passi per caso come se li aspettasse da una vita. Per questo non è un cane da guardia, ed è anche il motivo per cui è così facile portarlo ovunque.

Impara volentieri, perché gli piace fare le cose insieme a voi, e ancora di più gli piace il premio che arriva dopo. È per questo che lo si vede così spesso come cane guida e da assistenza: ha voglia di lavorare, e la pazienza per farlo bene.

E poi c'è l'acqua. Mare, fiume o pozzanghera, ci entra appena può. Ne esce quando decide lui, di solito per venirsi a scrollare vicino a voi.

Perché proprio il golden retriever

Perché l'abbiamo scelto noi.

DUE O TRE RIGHE VOSTRE: PERCHÉ IL GOLDEN RETRIEVER, E COME È ARRIVATA LAYLA

I nostri sono di linea angloamericana. Layla è di linea inglese, Kudi di linea americana, e le loro figlie Rosita e Juma sono metà e metà. In genere la linea inglese porta un mantello più chiaro e una corporatura più robusta, quella americana un oro più carico e una figura più slanciata. La proporzione cambia a ogni cucciolata secondo il papà: i cuccioli di Rosita e Yago, che è di linea inglese, sono per tre quarti inglesi. Per ogni cucciolata vi diciamo com'è composta, e cosa vuol dire.

Prima di decidere

Per chi non è il cane giusto.

Adesso le cose meno comode. Un cane si prende per tutta la sua vita, e conviene sapere prima com'è viverci insieme. Se vi riconoscete in una di queste righe, scriveteci lo stesso e ne parliamo.

La prima è il pelo. Il golden retriever ne ha due strati e li perde tutto l'anno, in primavera e in autunno a manciate. Ne troverete sul divano, sui vestiti scuri, in macchina. Si spazzola, si passa l'aspirapolvere, e a un certo punto si smette di farci caso. Se invece i peli in casa sono un problema vero, è meglio pensarci adesso.

La seconda è che ha bisogno di muoversi, tutti i giorni: camminare, correre, nuotare quando si può. Il giardino da solo non basta, perché in giardino da solo non ci gioca. Si siede davanti alla porta e vi aspetta, e se le ore sono troppe vi aspetta male. Un golden retriever lasciato solo tutto il giorno si annoia, e un golden retriever annoiato trova sempre qualcosa da fare, di solito con le vostre scarpe.

La terza è che cresce tardi. A un anno ha già il corpo di un cane adulto, ma la testa ci mette due o tre anni ad arrivare. Nel frattempo mastica, scava, e vi salta addosso per salutarvi con tutto il suo peso e tutto il suo entusiasmo.

E poi la taglia. Da standard i maschi sono alti al garrese dai 56 ai 61 centimetri, le femmine dai 51 ai 56. È un cane grande, che in macchina, in casa e sul divano si prende il suo posto, e spesso anche un pezzo del vostro.

E allora

Se lo volete ancora, vi capiamo.

Noi ci viviamo in mezzo, e dei peli sul divano abbiamo smesso di preoccuparci da un pezzo.